Indice

Storia, leggende e…fantasmi. A Val di Nizza il Castello di Oramala fa parlare di sé

Su uno sperone che guarda la Valle Staffora e l’Appenino Pavese, il castello di Oramala, a Val di Nizza, è un luogo di storia e leggende. Ma è stato anche un luogo di incontro per i trovatori, poeti e musicisti che in epoca medievale qui si esibivano per diffondere le loro poesie e le loro canzoni d’amore. Nonché il posto in cui soggiornò Dante. Piace immaginare che il sommo poeta italiano, uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, durante il suo soggiorno a Oramala abbia trovato ispirazione per alcune delle sue opere. 

Un gioiello medievale, tra leggende e storia 

Eretto nell’ XI secolo per motivi difensivi dalla famiglia Malaspina, il Castello di Oramala ha una storia ricca di avvenimenti e passaggi di proprietà. Dopo essere stato di proprietà dei Malaspina, il maniero è poi passato al vescovo di Tortona e, successivamente, ai marchesi D’Este. Tuttavia, nel 1164, grazie all’intervento di Federico Barbarossa, il castello è tornato sotto il controllo di Obizzo I Malaspina. 

L’antico centro di potere  

Fino al XIII secolo, il Castello di Oramala rappresentava il fulcro amministrativo della Valle Staffora e delle valli circostanti. Centro direzionale del territorio, esercitava un’influenza significativa sulle comunità circostanti. A causa di divisioni feudali i Malaspina, che controllavano il castello, scesero a occupare i paesi nella valle principale, riducendo gradualmente la funzione di Oramala a ruolo secondario. 

A partire dal XIV secolo, il Castello di Oramala divenne teatro di scontri armati e congiure politiche che coinvolsero i suoi feudatari, spesso schierati a favore o contro i potenti duchi di Milano. Inizialmente i Visconti, una famiglia influente nel panorama politico dell’epoca, cercarono di ottenere il controllo sul castello. Successivamente, gli Sforza, un’altra famiglia nobile di grande rilevanza, entrarono in gioco. Uno degli eventi salienti fu il favore concesso da Ludovico il Moro, un membro della famiglia Sforza, a un discendente dei Malaspina di nome Manfredi. 

Figlio di Nicolò Malaspina, Manfredi ottenne il permesso nel 1474 di fortificare ulteriormente il castello rafforzando ulteriormente Oramala come punto strategico e simbolo di potere nella regione. 

Tra mura e torri 

Sebbene il castello sia attualmente chiuso al pubblico merita sicuramente di essere ammirato e fotografato. L’edificio si caratterizza per la presenza di un’enorme torre in pietra, dalla pianta particolare: una figura a semicerchio appoggiata ad un rettangolo. La torre risale alla prima metà del Quattrocento e rappresenta un esempio affascinante dell’architettura dell’epoca.  

Il portale d’ingresso della rocca presenta un arco ribassato ed è stato dotato di una saracinesca, aggiungendo ulteriori elementi di interesse alla struttura. Sopra l’edificio principale si trova la cappella gentilizia dedicata a Sant’Eufemia, già esistente nel XIII secolo.  

Nell’ala settentrionale del castello si trova un locale sotterraneo che si suppone fosse utilizzato come prigione. Un dettaglio che rievoca l’atmosfera medievale e offre uno spaccato della vita nel castello durante quei tempi tumultuosi. 

Tra leggende, misteri e fantasmi 

Nel suggestivo scenario del Castello di Oramala si intrecciano leggende affascinanti che si perdono nei secoli. Una di queste narra dell’esistenza di una misteriosa galleria sotterranea che univa il castello di Oramala al vicino paese di Varzi, distante solo pochi chilometri. Sebbene siano stati ritrovati documenti che attestano la presenza di tale passaggio, fino ad oggi esso rimane un enigma, sfuggendo alle ricerche più attente. 

Il castello di Oramala è avvolto da leggende che parlano di presenze paranormali ancora presenti all’interno delle sue antiche mura. Si dice che i fantasmi di due figure storiche importanti, Federico Barbarossa e Obizzo Malaspina, si aggirino ancora per le stanze del castello, lasciando una presenza tangibile che stimola la fantasia dei curiosi. 

Tra queste storie, si racconta che il fantasma di Federico Barbarossa, l’imperatore del Sacro Romano Impero che intervenne personalmente per restituire il castello ai Malaspina nel 1164, compia un gesto sorprendente. La leggenda narra che ogni 25 dicembre, a mezzanotte, il fantasma di Barbarossa accenda una luce in una delle stanze del castello, solo per spegnerla qualche ora più tardi. 

Indice

it_IT