Fortunago

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Fortunago è un borgo dal fascino senza tempo. Circondato da boschi di castagno, questo antico insediamento celtico incastonato su un colle regala panorami spettacolari. La sua posizione privilegiata ha contribuito a renderlo uno dei Borghi più belli d’Italia, una destinazione imperdibile per chi ama la storia, la natura e l’architettura.

Una Svizzera italiana

Mentre si percorrono le sue stradine acciottolate è impossibile non rimanere affascinati dalla bellezza autentica di Fortunago. Le tipiche case in pietra sembrano custodi di antiche storie tramandate nel corso dei secoli e l’architettura locale, con la cura a ogni dettaglio, crea quasi un’atmosfera da fiaba.

La cura per il verde è un altro elemento che rende Fortunago un vero gioiello. Ogni angolo del borgo è abbellito da piante e fiori colorati. In un ordine quasi perfetto.

Fortunago è un luogo dove il tempo sembra rallentare, un viaggio nel tempo e un’occasione per rigenerarsi e riscoprire il piacere delle piccole cose. Lasciandosi anche deliziare dai ristoranti e delle trattorie della zona che propongono una cucina tradizionale.

La storia e i tesori

Citato in numerosi documenti medievali con il nome di Furtinagum, il borgoha vissuto delle complicate vicende feudali che sono cominciate da Oberto, marchese della Liguria nel X sec. per arrivare fino a Gerolamo Riario da Forlì nel XV sec.

Nel 1546 i Riario vendono a Cesare Malaspina il feudo che lo mantengono fino alla fine del feudalesimo.

Il luogo di fondazione, sulla cima di un rilievo, lo ha reso il luogo ideale per un castello di cui, però, oggi quel poco che rimane sono un torrione e alcune tracce di mura.  Dalla cima del colle “sorvegliano” il borgo la chiesa seicentesca di San Giorgio, dove sono conservate le reliquie di San Ponzo, e il palazzo comunale che deriva da un’antica casa-forte del XIV sec.

Nella parte bassa di Fortunago si trovano la chiesetta di Sant’Antonio, un Oratorio risalente al XVII secolo, e poco oltre, nel piazzale di via Roma, un punto di ristoro con la fontana di San Ponzo, patrono del borgo, che la tradizione vuole essere legata ad un miracolo. La leggenda narra che Ponzo arrivò a Fortunago, dove si fece servitore di un contadino locale. Qui, con il suo bastone, fece scaturire acqua perenne per i buoi che portava al pascolo.

Boschi e paesaggi mozzafiato

Su un altipiano di 600 m, a cavallo tra la valle Ardivestra e il paese, si incontra il Parco Locale di Fortunago: circa 400 ettari di bosco protetto dove si trovano aceri, pioppi, betulle, castagni, ciliegi e molti altri alberi tipici dei boschi dell’alta collina. Una vera meraviglia. I panoramici sentieri che attraversano i boschi sono un invito ad avventurarsi in emozionanti escursioni a piedi o in bicicletta in una natura incontaminata.

Le tradizioni

Fortunago è anche un borgo intriso di tradizioni gastronomiche che offre due imperdibili eventi. L’ultimo sabato di luglio le sue strade si animano per la sagra della “schita”, una festa che ruota attorno all’antica focaccia, parte integrante della cucina povera contadina. La “schita” è una preparazione carica di energia, un tempo pensata per dare la forza necessaria ai contadini che lavoravano nei campi. Preparata con ingredienti semplici è un vero e proprio simbolo dell’identità culinaria locale, assolutamente da accompagnare ai prestigiosi salami e alle dolci coppe e pancette dell’Oltrepò Pavese. Il 14 agosto, poi, è tempo di “paciada”. Un evento speciale per fare una scorpacciata di malfatti, gnocchi a base di erbette riconosciuti con il marchio De.Co. Si accompagnano con sugo di pomodoro e funghi, ragù di carne o, più semplicemente, burro e salvia.

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