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Alla scoperta di Fortunago

Entrato a pieno titolo nell’Olimpo dei Borghi più belli d’Italia, Fortunago è il luogo in cui fare un tuffo nel passato e vivere un’esperienza autentica dell’Oltrepò Pavese, delle sue bellezze e tradizioni. Un borgo sospeso nel tempo.

La primavera è sicuramente la stagione ideale e più suggestiva per visitare Fortunago. È il momento in cui i balconi delle case sono ricchi di fiori, le aiuole sprigionano di lavanda, il bosco è pieno di colori, di primule, mughetti e narcisi. Una fioritura che colora il borgo e il verde che lo circonda in un’atmosfera rinnovata.

Su una collina che domina la valle, Fortunago è il luogo ideale per staccarsi dalla frenesia della città e lasciarsi recuperare da un’atmosfera che sa di poesia.

L’incanto dei vicoli

Il pittoresco centro storico, le stradine lastricate, le antiche case in pietra sono da cartolina. Un tuffo nel medioevo, con un occhio su panorami mozzafiato. E un pezzo d’Italia nascosta che merita di essere scoperta. Perché qui tutto è ordine, bellezza e assenza di traffico. Un piccolo borgo da esplorare a piedi per godere di un’atmosfera autentica.

Ci sono la Chiesa di San Giorgio, nella parte più alta del colle, e l’Oratorio di Sant’Antonio Abate (1600), a far da custodi. E, poi, un immenso parco di pioppi, betulle, castagni e ciliegi in cui vivono daini e caprioli. Un vero e proprio museo verde, che comprende tutte le specie di alberi da fusto autoctone dell’Appennino.

I Malaspina e il loro castello

Fortunago aveva un castello di proprietà dei Malaspina che nel corso dei secoil è stato man mano abbandonato. Sorgeva sull’altura del borgo e aveva una posizione strategica per il controllo della zona circostante. Tuttavia oggi rimangono solo poche tracce di quello che un tempo fu un imponente edificio difensivo. Oggi è ancora possibile vedere resti di mura e delle torri che testimoniano la presenza del castello.

I colori della Provenza

Ampie distese lilla colorano Fortunago dandole uno spettacolo visivo mozzafiato. I campi di lavanda di questo piccolo centro oltrepadano sono così unici e distintivi da attirare molte persone a fotografarli per catturare l’essenza di un luogo così speciale. Prima di avventurarsi in un campo fiorito occorre contattare le aziende del posto per organizzare una visita guidata. Il periodo migliore va da metà giugno alla prima settimana di luglio.

I panorami

Una delle caratteristiche più affascinanti di Fortunago sono i panorami mozzafiato che si possono ammirare dai suoi punti più alti. Tenere a portata la macchina fotografica più che un consiglio, è quasi un dovere.

L’obelisco di Costa Pelata

La battaglia di Costa Pelata ha segnato la fine dell’ultimo, grande rastrellamento anti-partigiano e l’inizio della riscossa del movimento di Liberazione in Oltrepò. Fu combattuta tra l’11 e il 12 marzo 1945, e si concluse con la sconfitta e la fuga dei reparti della Guardia nazionale repubblicana, Brigate nere, Fiamme bianche, Sichereits, che, fiancheggiati da alcuni reparti tedeschi, avevano tentato di sconfiggere i partigiani della zona. Dal 1950 sulla strada principale della località un monumento in pietra ricorda l’episodio.

Costa Pelata

Un set cinematografico

Nel marzo 2013 Fortunago è stata location del film “Il capitale umano” di Paolo Virzì, girato negli interni di Villa La Dominante, in località Montebelletto, e nell’antico borgo. Tra gli attori c’erano Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino e Valeria Bruna Tedeschi.

Un raviolo da guinness dei primati

Il nome di Fortunago si è fatto conoscere anche a livello internazionale nel 2015 quando ha registrato il record mondiale della preparazione dell’agnolotto più gran del mondo. Lo chef Danilo Nembrini con il suo raviolo (a crudo) da 148 Kg ha letteralmente sbaragliato il precedente record del russo Alexei Semenov con un agnolotto di 20 kg. L’impresa è stata compiuta nella piazza della Posta davanti ad oltre mille persone.

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