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La magia dell’autunno ha il sapore delle castagne

L’autunno è una stagione magica in cui la natura ci regala una ricchezza di colori e sapori unici. Come le castagne, con il loro sapore dolce e caratteristico, un vero simbolo della stagione autunnale. Sono ampiamente utilizzate nella cucina locale dell’Alto Oltrepò Pavese, che sfrutta con maestria il ricco raccolto proveniente dai numerosi castagneti che caratterizzano il territorio. 

Da sole o come ingrediente per piatti importanti 

L’Alto Oltrepò Pavese, con i suoi vasti castagneti, si distingue come una terra ricca di castagneti. Prodotto incredibilmente versatile in cucina, le castagne possono essere utilizzate per preparare varietà di ricetta ideali nella stagione autunnale. Dalla polenta di castagne, al tradizionale castagnaccio, dalle fragranti zuppe agli irresistibili gnocchi o in aggiunta a carni importanti, le castagne sono protagoniste in numerosi piatti che deliziano il palato e riscaldano l’anima. 

La farina di castagne: un ingrediente vitale nei periodi di carestia 

Fino alla fine dell’ultima guerra la farina di castagne era considerata uno degli ingredienti base in Oltrepò Pavese. Rappresentava un elemento essenziale di sussistenza per le comunità locali, fornendo una fonte nutriente e abbondante durante il periodo più difficili. La farina di castagne veniva utilizzata per un’infinità di piatti, arricchendo i pasti e fornendo la giusta energia in momenti di scarsità di cibo. 

Cosa bere con le castagne? 

L’autunno è il momento dell’anno in cui il vino nuovo viene presentato, dopo essere stato prodotto con le uve appena raccolte. È un momento di attesa e anticipazione per gli amanti del vino che desiderano scoprire i profumi che la nuova annata ha da offrire. E cosa c’è di meglio che abbinare il vino nuovo ai prodotti autunnali, come le castagne? 

Caldarroste e vino novello 

Un classico è l’abbinamento di un calice di vino novello con le castagne arrostite, Una tradizione, questa, che risale ai tempi antichi, quando i contadini festeggiavano il raccolto e la fine del lavoro nei campi. Era un momento di gioia e gratitudine. Le famiglie si riunivano intorno al fuoco, raccontavano storie e si godevano i frutti della terra. 

Questa antica tradizione di abbinare le caldarroste al vino novello continua ancora, ma ci sono anche altri vini che possono ben sostituirlo, come la Bonarda. 

Quando serve un vino di corpo 

Se le castagne diventano ingrediente di un piatto, ad esempio un arrosto di maiale, la scelta cambia. In questo caso è meglio optare per vini rossi un po’ più strutturati e corposi. Davanti ad una zuppa di castagne e funghi porcini una Barbera sarà apprezzata. È tutto un gioco di equilibrio e armonia. 

Il castagno, simbolo della cultura locale 

Il castagno per secoli è stato una risorsa preziosa per la comunità oltrepadana, giocando un ruolo significativo nella storia della cultura di questa area, soprattutto durante il periodo medievale. Il castagno non era solo apprezzato per i suoi frutti, le castagne, ma anche per il suo legno. Resistente e durevole veniva utilizzato nella costruzione di mobili, strumenti agricoli, ponti e recinzioni. Si è così sviluppata una vera e propria “civiltà del castagno”, basata sull’agricoltura e sulla gestione sostenibile delle risorse forestali per mantenere la salute e la produttività degli alberi. Questa cultura del castagno ha dato vita a un forte legame tra le comunità locali e il loro ambiente naturale. Sono nate feste, tradizioni e ricette gastronomiche legate alle castagne, diventate un simbolo di identità dell’Oltrepò Pavese. 

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