Mele, pere, uva. L’autunno si fa strada con nuovi sapori e l’Oltrepò Pavese ne è ricco. Il microclima e la varietà di terreni favorisce la produzione di molte specie di frutti coltivati da piccoli produttori locali, che ne conservano le antiche tecniche di coltivazione e di raccolta, contribuendo così alla salvaguardia delle tradizioni locali e alla valorizzazione del patrimonio agricolo della zona. Alcuni esempi? La pomella genovese, la mela ruggine, la pera San Giovanni e quella ghiacciola.
Alla scoperta dei frutteti
Un viaggio sensoriale tra i frutteti dei produttori che si sono impegnati a coltivare e preservare le varietà vi farà apprezzare la qualità dei frutti dell’Oltrepò pavese.
Le zone di punta sono la Val Staffora e la Val di Nizza: è qui che si trovano le piccole aziende che, sfruttando le diverse esposizioni e altitudini, hanno ottenuto frutti di qualità, alcuni dei quali considerati vere e proprie rarità.
Il patrimonio frutticolo dell’Oltrepo pavese risale ad epoche antiche, quando le piante venivano coltivate in colture promiscue, in filari che dividevano i campi di cereali o i vigneti stessi, vicino alle case, agli orti o ai pascoli. Una presenza importante che si è sviluppata senza una pianificazione precisa perché la coltivazione era per uso personale e per il mercato. Per questo la varietà di piante era elevatissima e oggi, alcune di queste, sono vere e proprie produzioni di nicchia. Impossibile trovarle al supermercato, occorre andare direttamente dal produttore. In Oltrepò Pavese.

Frutti dimenticati da riscoprire
Negli ultimi anni queste varietà “dimenticate” sono tornate di grande interesse per il numero sempre crescente di consumatori, alla ricerca di prodotti del territorio e sapori antichi. Filiere corte e prodotti a km 0 favoriscono la conoscenza e l’avvicinamento a frutti che meritano di essere riscoperti.
La frutta autunnale, in particolare, si distingue per il suo grado zuccherino, favorito da una maturazione che per tutta la sua evoluzione ha goduto del sole e del caldo estivo. La natura potrebbe offrire un’ampia gamma di prodotti, ma sappiamo che il mercato in genere propone solo poche varietà. Eppure, il patrimonio di biodiversità agricola che può vantare l’Oltrepò Pavese annovera prodotti consumati da secoli.
Alla ricerca di gusti caratteristici
La frutta comprata nella grande distribuzione ha una durata maggiore rispetto a quella acquistata da un piccolo produttore che non fa uso di trattamenti post-raccolta. Scarsa conservabilità e facilità di fermentazione, in grado di compromettere rapidamente gli aromi più apprezzabili, sono infatti le cause che hanno portato a dimenticarci di alcune varietà. Una tendenza che si va piano piano invertendo e che ci porta nei piccoli borghi oltrepadani alla ricerca di produttori che offrono frutta dai gusti più caratteristici. Non solo da consumo fresco, ma anche da preparazioni alternative, come conserve o marmellate da abbinare a formaggi.